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Oratorio di San Carlo Borromeo: Il comune pronto a richiedere l'usucapione per promuovere il restauro

Monteforte d'Alpone, 31-05-2018

ORATORIO DI SAN CARLO BORROMEO: IL COMUNE PRONTO A RICHIEDERE L’USUCAPIONE PER PROMUOVERNE IL RESTAURO

L’oratorio di San Carlo Borromeo è senza proprietario: a questa conclusione sono arrivate le ricerche dell’assessore alla cultura Rosario Maccarrone. Realizzato tra il 1610 e il 1631, fu fatto costruire da Benedetto Boniotti all’estremità del brolo che ereditò dopo la morte dei suoi familiari. Due secoli dopo, nel 1836, l’oratorio (assieme alla villa, ai rustici e al brolo) fu acquistato dal dott. Pietro Trezzolani. 

Alla fine della Seconda guerra mondiale la chiesetta “si trovava in condizioni precarie, soprattutto a causa del crollo del tetto, con conseguenti infiltrazioni d’acqua all’interno” scrive lo storico Ennio Poli nel libro Chiese e società nella storia di Monteforte d’Alpone. Nel 1947 l’allora sindaco Livio Antonioli diede l’ordine di demolirla ma due pittori montefortiani, Ruggero Rizzini e Moreno Zoppi, si opposero a questa decisione chiedendo l’intervento della Soprintendenza ai Monumenti. Grazie a questa la demolizione fu sospesa e arrivò un finanziamento ministeriale che fu utilizzato per restaurare il tetto. Infine, nel 1963 l’ing. Aldo Trezzolani, ultimo proprietario, morì e nel suo testamento nominò erede universale la Provincia Veneta di Sant’Antonio dell’Ordine dei Frati Minori di Venezia. Quest’ultima, però, da quando ereditò la proprietà dell’ing. Trezzolani, non ha mai vantato alcun diritto né mai compiuto atti possessori sulla chiesetta di San Carlo che, tra l’altro, non viene nemmeno citata nei documenti riguardanti la successione.

Quindi, l’assessore Maccarrone ha condotto delle ricerche sulle mappe catastali per capire che relazione ci fosse tra la chiesetta e l’ex proprietà dell’ing. Trezzolani: da una mappa catastale di impianto redatta a cavallo tra l’Ottocento e il Nocecento risulta che la chiesetta è a se stante e non appartiene alla proprietà vicina; e la stessa cosa risulta da una mappa catastale del 1973. Praticamente la chiesetta è stata erroneamente legata alla proprietà negli anni Novanta del secolo scorso, in fase di meccanizzazione della mappa catastale. Quindi con pratica catastale il titolare del terreno vicino alla chiesetta ha fatto istanza al catasto e così lo scorso novembre è stato corretto l’errore: ora la chiesetta è stata nuovamente slegata dalla proprietà vicina. 

<<La chiesetta per oltre 20 anni -spiega Maccarrone- è stata adibita a magazzino dalla Pro Loco su concessione del Comune, quindi ricorreremo all’usucapione per manifesto utilizzo. Se il Comune dovesse diventare proprietario della chiesetta tramite usucapione, poi troveremo la forma migliore per recuperarla, considerando anche il fatto che la congregazione Istituto Mater Boni Consilii si è dimostrata interessata al restauro.>> L’oratorio, infatti, è un piccolo gioiello che sta cadendo a pezzi, mettendo a rischio l’incolumità dei passanti e quindi è più che mai urgente procedere ad un restauro completo. Nel corso degli anni, purtroppo, il suo interno è stato spogliato di ogni suppellettile e di molti frammenti di stucco e marmo. 

 

Ufficio Stampa Comune di Monteforte d'Alpone
Marco Bolla - 3402456128